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Moderatore di eventi e dibattiti scientifici: consigli e strategie

Essere moderatore di un dibattito scientifico richiede una combinazione di molteplici competenze e abilità. Il pubblico non si accontenta di essere solo intrattenuto ma vuole essere informato, senza annoiarsi.

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Immagine: Dibattito al Festival Vicino/Lontano di Udine

Nel corso degli anni sono spesso stato chiamato a fare il moderatore in convegni, eventi e festival, oppure a presentare libri di saggistica scientifica. Nel solo 2021 sono stato ingaggiato dal Festival Vicino-Lontano di Udine, dal Festival dell’Innovazione e della Scienza di Settimo Torinese, dal Salone del Libro di Torino, dalla Festa di Scienza e Filosofia di Foligno e per un convegno a Roma organizzato dall’Alleanza per il Fotovoltaico.

Nell’ultimo anno poi, con la pandemia di Covid-19, è accaduto che gli incontri diventassero online, e sono stato chiamato come speaker di eventi in streaming e moderatore di Webinar. Gli argomenti che ho affrontato in queste occasioni spaziavano dalle attuali frontiere della ricerca scientifica alla storia della scienza (tema su cui mi sono laureato), dai grandi temi della pandemia e dei cambiamenti climatici fino alle nuove tecnologie per le energie rinnovabili, per la mobilità sostenibile e per la trasformazione digitale. Temi diversi ma che in comune hanno al loro interno la presenza di una forte dose di scienza, tecnologia e innovazione e che dunque vanno maneggiati con molta cura, sia che ci si trovi di fronte a un pubblico di non esperti, sia se siamo di fronte a tecnici e scienziati.

Ma come moderare un dibattito scientifico?

Cosa fa il moderatore in un convegno

Se chiedete alla Treccani cos’è un moderatore, vi dirà che è colui che modera, che induce a moderazione o pone un freno. Wikipedia invece vi darà il significato della parola moderatore attinente alle comunità virtuali di internet, come i forum di discussione e le chatroom. Se infine chiedete ai tanti articoli su Google, la risposta sarà che il ruolo di un moderatore è quello di presentare l’evento, introdurre i relatori, far loro le domande, trarre le conclusioni e porgere i saluti finali. Tutto vero, ma queste estreme sintesi sono un po’ avvilenti e sminuiscono notevolmente il vero ruolo di un moderatore di eventi, soprattutto se i temi del convegno ruotano intorno alla scienza, alla ricerca e all’innovazione. Il lavoro del moderatore deve necessariamente partire da molto prima del giorno dell’evento, e iniziare con un attento e approfondito studio dei temi che saranno discussi. Altrimenti il rischio è quello di fare una figuraccia.

In molti pensano che per essere un bravo moderatore basti essere un bravo showman. Questo può essere vero in alcuni casi, ma di certo non basta in occasione di eventi e festival scientifici, dove al contrario sono la competenza e la padronanza del discorso a fare la differenza.

Qual è il ruolo di un moderatore?

Certo, un moderatore competente ma noioso rischia di rendere il dibattito insipido, e proprio per questo un bravo moderatore di eventi scientifici deve unire più competenze: buona conoscenza dell’argomento, capacità espositiva e per tutti i tipi di pubblico, saper tenere la scena, dare ritmo al dibattito.

Il ruolo del moderatore è infatti quello di condurre il dibattito nel modo più fluido possibile, aiutare i relatori nella loro esposizione, facendo le giuste domande e dando loro dei tempi, aiutare il pubblico a capire passaggi del discorso troppo complessi, dare ritmo all’evento per evitare che diventi noioso. Per essere efficaci in tutto questo una scaletta iniziale è certamente utile, ma attenzione: un bravo moderatore deve essere capace di guardare il pubblico, leggerne le reazioni e orientare il dibattito per mantenere sempre alti l’interesse e la comprensibilità. Quindi bene la pianificazione, ma bisogna anche saper improvvisare.

Video: un estratto del dibattito al Festival Vicino/Lontano

Moderatore di eventi scientifici per un pubblico generico

Come moderare un dibattito scientifico, quando si ha di fronte un pubblico di non addetti ai lavori?

Alcuni consigli per il moderatore:

  • conoscere bene i relatori, le loro attività di ricerca, la loro storia. Interloquire con loro ma rivolgersi sempre al pubblico.
  • Alternare i contenuti tecnici a episodi di vita, i risultati scientifici ottenuti al percorso che ha permesso di raggiungerli. In questo modo si rende umana la scienza e la figura dello scienziato, troppo spesso raccontata come una figura mitologica e distante dalle “persone comuni”.
  • Fare più giri di domande tra i relatori ed evitare risposte lunghe.
  • Avere sempre ben chiaro il pubblico che si ha di fronte e saper utilizzare il tono più opportuno.
  • Utilizzare tecniche per rompere il ghiaccio (ad esempio aneddoti) e saper mantenere tempi e ritmo.

Infine, quando si viene invitati come moderatore in un convegno, bisogna sempre avere ben chiaro quale sia l’obiettivo di chi ti ha invitato e magari ha investito dei soldi nell’organizzazione di un tale evento. Una volta capito l’obiettivo, il ruolo del moderatore di un convegno è anche quello di delineare una strategia comunicativa per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

Speaker di eventi scientifici per un pubblico generico

Se invece di essere chiamati a moderare, si è speaker di un evento scientifico o che parli di ricerca e innovazione, valgono tutte le regole viste fin qui, ma con l’aggiunta di qualche altra accortezza:

  • parlare sempre col pubblico e non solo col moderatore che pone le domande.
  • Saper calibrare bene i messaggi in base al pubblico che si ha di fronte, e cogliere ogni tipo di reazione.
  • Parlare in modo chiaro, con il tono giusto che non deve mai essere piatto.
  • Mai parlare troppo veloce e saper fare le giuste pause, gesticolare senza eccedere e sapersi esprimere anche con il linguaggio del corpo.
  • Non parlare troppo a lungo ed evitare giri di parole, bisogna sempre andare dritti al punto.
  • Alternare serietà a ironia.
  • Interagire con il pubblico, fare loro domande e saperli coinvolgere.

Moderatore di convegni e tavole rotonde di specialisti o esperti

Se per fare il moderatore di dibattiti di fronte a un pubblico generico sono necessarie una buona conoscenza dell’argomento e un’ottima capacità divulgativa, quando ci si trova di fronte a un pubblico di esperti allora i fattori si invertono. In questo caso la profonda conoscenza dell’argomento è il fattore determinante, unita alla capacità di saperlo raccontare bene. Il pubblico di esperti non vuole chiacchiere, non ha bisogno di essere affascinato, vuole piuttosto trovare il valore aggiunto, trarre la corretta informazione, portare a casa nuove conoscenze e nozioni che prima non aveva. Non si può affatto improvvisare, non è nemmeno possibile mascherare la poca padronanza del discorso con un’ottima capacità da presentatore. Bisogna prepararsi e studiare a fondo, e saper porre le giuste domande.

Moderatore di Webinar e speaker di eventi online

La pandemia di Covid-19 ci ha in un batter d’occhio messi di fronte alla necessità di incontrarci da lontano, ognuno nella propria abitazione, e continuare a discutere e confrontarsi attraverso le piattaforme dedicate ai webinar e agli eventi online. In questo caso il problema maggiore per chi parla, una volta superati gli aspetti tecnici, è quello di non avere le persone davanti e quindi di non poter cogliere fino in fondo le loro reazioni. Ci sono però una serie di accortezze e strategie che possono migliorare la qualità degli eventi online e favorire il lavoro del moderatore di webinar:

  • dotarsi di una buona webcam e di un buon microfono.
  • Se possibile, chiedere di tenere le webcam accese, per guardare almeno il viso delle persone.
  • Se si è speaker, preparare delle slide a supporto del discorso.
  • Essere ancora più concisi di quando si parla in un posto reale.
  • Cercare di fare domande al pubblico e usare anche strumenti online per coinvolgerli.

Video: presentazione del libro Hello World di Hannah Fry

Presentatore di libri di saggistica scientifica

Da diversi anni collaboro con una piccola e meravigliosa libreria nel cuore di San Lorenzo a Roma, specializzata in saggistica scientifica, dove ho organizzato e partecipato come speaker e moderatore a decine di eventi di divulgazione scientifica e presentazioni di libri.

Presentare saggi di divulgazione scientifica, o romanzi che parlano di grandi temi che riguardano la scienza, come Il tempo e l’acqua dello scrittore islandese Magnason, l’ultimo che mi è capitato di leggere, è un qualcosa che amo! Amo leggere ed è bello sapere che al termine della lettura potrò raccontarli ad altri, chiacchierando con l’autore. Nell’ultimo anno è stato bello dialogare di Hello world con la matematica e divulgatrice inglese Hannah Fry, de La natura geniale con la biologa Barbara Mazzolai, oppure di Senza respiro con il medico e attivista Vittorio Agnoletto.

Anche in questo caso, nel corso del tempo ho affinato una serie di tecniche e strategie per rendere la presentazione piacevole e appassionante, coinvolgente e mai noiosa. Qualche piccolo consiglio:

  • sembra banale dirlo, ma non lo è: il libro va letto veramente e per intero, non basta dare una sfogliata.
  • L’obiettivo di una presentazione non deve essere quello di raccontare un libro, ma di invogliare a leggerlo. Attenzione quindi a come impostate la presentazione.
  • Preparare una bella introduzione di 5-10 minuti, che introduca il libro e l’autore e ponga subito degli elementi interessanti per il pubblico. Evitare quindi la classica introduzione in cui si dice titolo del libro, nome dell’autore e poi gli si da la parola, è davvero poco efficace.
  • Evitare lunghe risposte dell’autore modalità conferenza e privilegiare il dialogo.
  • Spezzare il dibattito con delle letture di estratti dal libro selezionati con cura. Se poi c’è un lettore o una lettrice professionista, e pure degli stacchi musicali, ne verrà fuori una presentazione meravigliosa!
  • Non limitarsi a fare domande, fare anche considerazioni, visto che il libro lo abbiamo letto e riletto.
  • Il libro può essere uno strumento per parlare di tematiche più ampie e di attualità, non abbiate paura di spaziare, il pubblico apprezzerà molto.

 

Per concludere, ogni evento per avere successo ha bisogno di essere ben promosso attraverso i media tradizionali e digitali. Leggi il mio articolo sulle strategie e i consigli per il lavoro di Ufficio Stampa e Digital PR per la scienza, la ricerca e l’innovazione.

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