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Divulgazione scientifica online: i progetti più innovativi del 2022

Divulgare la scienza significa rendere fruibile a un pubblico ampio informazioni, teorie e dati che altrimenti rimarrebbero tra scienziati. La meraviglia sta nel riuscire ad appassionare alla fisica quantistica chi non ha mai aperto un libro per studiarla; di mostrare le bellezze del mondo naturalistico o delle ultime scoperte chimiche a chi osserva comodamente dal proprio divano.

Da quando il mondo comunica più online che offline, la comunicazione della scienza non è più solo materia di libri. I mezzi a disposizione sono moltissimi, e, se non bastasse, le modalità di impiego di tali mezzi sono davvero illimitate.

I social network e i portali di informazione sono ormai pane quotidiano per cercare informazioni che aiutino a comprendere il mondo intorno a noi. C’è chi riesce però, con questi mezzi a cui siamo abituati, a creare progetti straordinari, interessanti e, soprattutto, innovativi. Progetti che sfruttano nuove piattaforme e che riescono a parlare anche ai giovani e alle nuove generazioni.

Ma basta con le chiacchiere; ora entriamo nel vivo dei progetti più innovativi di questo 2022, e non solo.

Serie e documentari di divulgazione scientifica su Netflix

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Non solo thriller e commedie: su Netflix è possibile anche avvicinarsi alla scienza.

Una vita sul nostro pianeta è un documentario narrato dal naturalista e divulgatore scientifico David Attenborough che ha riscosso un ampissimo successo. Racconta il lento cammino verso il cambiamento climatico e l’estinzione di alcune specie, toccando varie tematiche correlate. Le immagini e la colonna sonora, interrotta solo dalla voce di Attenborough, sono una calamita per occhi e orecchie, e un viaggio spettacolare e doloroso verso la trasformazione del nostro pianeta.

Sempre con la magnetica narrazione di Attenborough, Netflix ha prodotto una serie documentaristica dal nome Our Planet (Il nostro pianeta) che con otto episodi ci trasporta negli habitat più diversi, alla scoperta della natura e della ricchissima biodiversità della nostra Terra.

Altrettanto interessante è la serie In poche parole (Explained in lingua originale), che si diversifica dai classici documentari naturalistici per vari motivi: grafica, narrazione ma, soprattutto, tematiche. La serie conta ormai tre stagioni – e vari spin-off – con episodi da circa 20 minuti, che trattano le tematiche tra loro più diverse: monogamia, editing genetico, criptovalute, monarchie. Una apparente confusione tematica che non si può fare a meno di seguire per la sua forma, episodio dopo episodio. Interviste, approfondimenti, dati e grafici trattengono gli occhi fissi sullo schermo e avvicinano anche i più scettici al mondo scientifico.

Divulgatori scientifici su TikTok e Twitch

In un precedente articolo di Daniele Duca avevamo analizzato come approcciarsi in modo innovativo all’intrattenimento per rendere la comunicazione scientifica adatta a un pubblico più giovane come quello della “Gen Z”; ora proviamo a vedere quali progetti ci sono riusciti.

La Generazione Z è la generazione nata dopo il 1995, immersa nella tecnologia e nei social network. L’approccio di questa generazione alla comunicazione non può che avvenire in modalità coerente alla propria esperienza: tramite nuove piattaforme social, nuovi canali, nuovi modi di comunicareDiverse ricerche dimostrano che la Generazione Z è più interessata, rispetto alle precedenti generazioni, a tematiche di stampo sociale, che ultimamente coincidono molto con tematiche scientifiche: il cambiamento climatico primo fra tutti, la salute e l’inquinamento, ma anche antropologia ed etica.

Non sorprende che una generazione così attiva trovi il suo spazio da protagonista nell’ambito della divulgazione della scienza con vari progetti. Il primo da citare è Luca Bellagamba (@luca_bellagamba), creator nato nel 2001, che con la sua capacità comunicativa spiega curiosità scientifiche su TikTok. I suoi video sono molto seguiti e davvero interessanti.

A produrre contenuti su TikTok è anche Kyne (@onlinekyne), drag queen – o meglio “math queen” – che incanta i suoi follower con racconti matematici e il suo meraviglioso make-up. Teoremi, esperimenti e curiosità scientifiche classici ma resi davvero interessanti e divertenti.

Infine, non può mancare “Sciencestream”: un progetto su Twitch di Filippo Totani, Giacomo Vallarino, Ruggero Rollini, Simone Angioni, Sofia Sarperi e Stefano Bertacchi. Nel loro format “parlano di scienza, con il giusto pressappochismo” come descritto da loro stessi. Questa pratica potrebbe sembrare anti-scientifica, ma non è così. Anzi il progetto è davvero nobile: riportare la scienza ad essere un argomento “pop” di cui si può e si deve parlare, anche quando non la si conosce in modo approfondito.

Parlare di scienza fa venire voglia di conoscenza!

N.B. il progetto non vuole spronare le persone a parlare di scienza “a caso”, il metodo scientifico sarà sempre valido anche se si chiacchiera in leggerezza (spoiler: ne puoi parlare quanto vuoi ma la Terra non sarà mai piatta!).

Divulgazione della scienza su Instagram

Su Instagram il mondo della divulgazione scientifica è particolarmente florido. In un precedente articolo avevamo già visto qualche esempio di successo; se si parla di innovazione però, ci sono nuovi progetti da studiare e invidiare. Perché? Perché non ci abbiamo pensato prima noi!

Inaspettatamente Instagram può diventare l’improbabile ma azzeccata cornice per una sit-com in cui i protagonisti sono la biologa Barbara Gallavotti e il comico Valerio Lundini, con la sua incapacità cronica di comprendere la scienza e la ricerca scientifica. E’ in questa cornice che il loro dialogo, sul profilo Instagram di Farmindustria, ci porta a comprendere, episodio dopo episodio, il valore della ricerca scientifica su farmaci e vaccini.  

Dalla comicità passiamo alle grafiche perfette condite con ironia pop. Tra i nostri preferiti, non potevamo non includere Factanza: un progetto creato ad hoc per la piattaforma scelta dove colori, forme, infografiche e progetti visivi sono centrali, e vengono così sfruttati al massimo. Instagram e le scelte comunicative di Factanza permettono di differenziarsi da una testata giornalistica classica, ma anche di fare informazione per un pubblico davvero ampio, con tematiche che vanno dall’attualità alla salute mentale. Lasciamo qui un paio di contenuti davvero interessanti: sette grafici su come percepiamo la salute mentale e perché l’alcol è nocivo; aprire i link per credere!

Divulgare la scienza con i podcast

I podcast sono episodi audio registrati da poter ascoltare in differita su molteplici piattaforme; interessante mezzo per informarsi o intrattenersi mentre si fanno cose che non impegnano la mente. Tra i pionieri della divulgazione scientifica italiana online c’è il progetto “Scientificast”. Fondato nel 2007, il progetto utilizza il blogging e il podcasting come principali strumenti di comunicazione, “per portare alle orecchie di un pubblico appassionato informazioni, news e concetti di carattere scientifico con un taglio divulgativo, semplice ma rigoroso”. Non sorprende che questa Associazione Culturale sia stata la prima a lanciare il proprio podcast di scienza, in Italia. Contano ormai centinaia di puntate interessanti, con tematiche approfondite che si legano sempre alla vita di tutti i giorni.

Il secondo progetto da segnalare è “Il gorilla ce l’ha piccolo”, podcast di Vincenzo Venuto davvero affascinante che analizza a 360° il mondo della riproduzione animale. Sesso, accoppiamento, desiderio e corteggiamento: se avete una domanda sulle particolarità riproduttive di una specie, qui troverete tutte le risposte, e vi verranno in mente nuove domande!

I progetti più bizzarri

Su internet lo sappiamo: troviamo davvero di tutto. E allora può succedere che da un momento all’altro si crei un interesse internazionale attorno al mondo dei pesci, e che a farlo nascere sia una giovane dottoranda di nome Rene Martin. Con il lancio dell’hashtag #SundayFishSketch, Martin ha “sfidato” il mondo intero a trovare nuove specie di pesci da disegnare. I disegni sono accompagnati da qualche riga descrittiva – caratteri di Twitter permettendo – che svelano le caratteristiche stravaganti dei pesci ritratti nelle bellissime opere d’arte.

Non è strano allora pensare che ci sia anche il “Bad Bugs Bookclub” nel mondo, in particolare a Manchester. E che questo club del libro dei “germi cattivi” si incontri online per discutere di romanzi in cui i microrganismi fanno dei gran disastri, e causano malattie, epidemie o sciagure di vario genere che diventano efficaci trampolini di lancio per confrontarsi sul mondo microscopico.

Per concludere la rassegna, TierZoo è decisamente un ottimo chiudi fila. Il canale Youtube TierZoo è uno dei più originali a trattare il tema della zoologia e lo fa in un modo davvero particolare: classificando gli animali come se fossero personaggi di un videogioco, con le loro skill e le loro debolezze. Ecco che un rinoceronte non è più così OP (overpowered) come si potrebbe pensare in una fotografia, e che gli umani si sono evoluti perché hanno “rotto il gioco”. Un ottimo esempio di gamification applicato alla diffusione della cultura scientifica.

Sei interessato a progetti di comunicazione scientifica innovativi, multicanale, e che sfruttino le più moderne piattaforme digitali e di social network? 

CONTATTAMI e sarò felice di parlarne con te.

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